Milano, l’iPhone rotto e quei negozi in China Town

sabato 30 gennaio, 2010 di Gabriele Lunati


Luca Tremolada, apprezzatissimo giornalista de Il Sole 24 ore, racconta con ironia una realtà condivisa a diffusa a Milano. Quella di recarsi nel quartiere cinese per ottenere ricambi tecnologici e riparazioni a basso costo, certe volte a costi bassissimi.

All’incrocio tra via Antonio Rosmini e Paolo Sarpi, nel centro della chinatown milanese c’è un negozio Vodafone. Insegna colorata, tre vetrine, telefonini in ordine e in bella vista: «Buonasera, ho rotto il vetro del mio iPhone, potete cambiarlo?», chiede un cliente. Il commesso abbassa gli occhi: «Guardi, la riparazione se è fuori dalla garanzia costa 210 euro. Ci consegna l’apparecchio e glielo restituiamo tra dieci giorni. Se però accetta un consiglio, se entra in quella strada, ci sono i cinesi, in 24 ore sistemano tutto». Il commesso aveva torto. I “cinesi” ti restituiscono il telefono in una sola ora e non in 24 e chiedono 50 euro (senza trattare).
A pochi passi da Paolo Sarpi, in via Rosmini nello spazio di una decina di metri ci sono tre negozi. Molti altri sono sparsi nelle vie accanto. All’interno di questi store, un bazar di cellulari, computer, netbook, chiavette Usb, cornici digitali, cavi, cavetti, insomma un campionario di accessori accatastati come cassette della frutta al mercato. Dietro il bancone due cinesi tra schede grafiche e telefonini sventrati con grande cortesia forniscono ogni tipo di informazione: «Sostituire il vetro dell’iPhone, costa 50 euro. Il vetro è originale, la fabbrica è in Cina. Il touch screen invece è contraffatto ma funziona lo stesso. E costa altri 50 euro».
Nei cassetti hanno decine di digitalizer (cioè i pannelli Lcd) e di vetri per iPhone. Alla vista sembrano originali, ma a uno sguardo più attento la scritta “Apple” in piccolo piccolo rivela una precauzione sospetta.
I pezzi, gli accessori – racconta un giovane di origine cinese ma con accento lombardo – arrivano da Taiwan o direttamente dalla Cina. «Li produciamo noi», sorride. Chiaramente, questa attvità di “assistenza” non è riservata solo ai prodotti di Steve Jobs. In vetrine impolverate ci sono tutte marche dei produttori di telefonia. E per ogni pc, portatile o cellulare vengono offerti assistenza e pezzi di ricambio a basso costo.
Alla Apple, naturalmente, mettono in guardia: i vetri sono appiccicati con la colla, il multi-touch non funziona e i materiali non sono di qualità. Utilizzare le vie ufficiali però significa o recarsi direttamente a un Apple Store (solo se si vive a Milano o Roma) oppure chiamare un numero verde: un pony ritira il cellulare e con 210 euro non solo viene cambiato il vetro ma viene fornito un telefono nuovo (se necessario).

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3 commenti a: “Milano, l’iPhone rotto e quei negozi in China Town”

  1. 12 apr, 2010 Marco

    Buongiorno,ma la garanzia copre il vetro anche nel caso di caduta?sarebbe troppo bello.
    Su Internet si trova lo schermo originale/si riesce a sostituire autonomamente?
    Grazie

  2. 13 apr, 2010 Pietro Gaglianò

    @Marco: Ciao Marco, credo che la garanzia non copra le rotture del vetro in caso di cadute accidentali, ma se non abiti troppo distante da un Apple Store o Reseller, un salto ce lo farei. Quanto alla sostituzione in autonomia del vetro il discorso si fa un pelo più delicato. Ci sono molti siti che offrono parti di ricambio e tutorial sul come effettuare la riparazione, ma da quanto so, la sostituzione del vetro (ed eventualmente del pannello lcd) non è delle più agevoli.
    Altrimenti ci sono tanti privati in giro che effettuano questo tipo di riparazione con costi umani, specie se non si tratta dell’iPhone 2G, dove il vetro è saldato al pannello lcd e multitouch.

    Spero d’esserti stato utile e torna a trovarci. :)

  3. 04 set, 2010 Luca

    Ciao a tutti! ma qualcuno ha provato li in quei negozi in China Town? come si è trovato?

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