Il paradosso delle applicazioni iPhone
giovedì 11 marzo, 2010 di Giovambattista FazioliApple, dopo l’intervento sulle applicazioni a sfondo sessuale, si concentra ora sulla qualità attaccando quelle pseudo-applicazioni denominate “cookie cutter”: quei prodotti, insomma, che non offrono nulla di più di un’applicazione web, usando e duplicando semplici template per riproporre contenuti già presenti – o presentabili – su Internet.
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Apple, a mio avviso a ragione, punta il dito verso tutte quelle pseudo-applicazioni che, di fatto, risultano essere solo browsing di dati, feed e liste. In pratica ammonisce chi usa App Store per pubblicare applicazioni che potrebbero tranquillamente essere realizzate in HTML non foss’altro perchè assomigliano davvero più ad una pagina Web che ad una vera e propria applicazione.
Eric Litman, direttore generale di Medialets, ha dichiarato:
La differenza tra un iPhone e un’altra piattaforma smartphone si ottiene solo se l’esperienza dell’utente va oltre il semplice surfare sul Web. Sono le applicazioni di qualità che spingono ad usare e a comprare l’iPhone.
Questi interventi di pulizia, che hanno come obiettivo quello di ridurre il numero di applicazioni presenti su App Store, sono un atto dovuto da parte di Apple, essendo quest’ultima responsabile del proprio store. La riduzione delle applicazioni, eliminando le applicazioni davvero inutili o ridondanti, dovrebbe essere vista di buon occhio dagli utilizzatori:
- Un minor numero di applicazioni permette di trovare più rapidamente quello che si cerca e genera meno confusione
- Un controllo di qualità permette di non rimanere delusi dopo un download, sia esso grtuito che a pagamento
Il paradosso, che mi preme sottolineare, è che il web, con il Web 2.0, è andato evolvendosi, alla ricerca di quelle RIA che permettessoro di utilizzare il browser non solo come ipertesto ma come piattaforma utile per interagire ed utilizzare vere e proprie applicazioni. Sono così nate librerie Javascript, strumenti server, tutti direzionati verso l’uso del browser come ambiente per – sviluppare ed utilizzare – applicazioni Web!
Quando poi arriva un ambiente già confezionato per sviluppare applicazioni, ecco che si torna indietro, proponendo aplpicazioni inutili che raccolgono dati, mostrano liste, mostrano feed, tutte cose – insomma – già presenti sulla rete. Oggi, tramite il browser, è possibile utilizzare vere e proprie applicazioni, veri e propri gioielli realizzati in HTML/Javascript, per non parlare dei sistemi basati su Adobe Flash o altri Plugin.
Le “iCretinate”, insomma, potrebbero presto sparire da App Store, con un notevole guadagno per tutti, non ultimi gli sviluppatori “seri” che investono mesi di lavoro per realizzare applicazioni reali o giochi d’intrattenimento.





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